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domenica 17 gennaio 1993

Pizzo Badile, "Totò Riina", prima salita e invernale

Una via nuova in inverno e da solo sulla mia montagna preferita, desiderio di un diciannovenne ambizioso. Così mi ritrovo appeso come un salame a metà parete Sudovest del Badile, cercando un posto per bivaccare ma trovando solo un pendio di ghiaccio inclinato dove mi scavo un piccolo gradino per passare la notte... Al mattino vado avanti un tiro e incontro un salto di ghiaccio; con una piccozza e la stanchezza per la notte in bianco decido di mollare e mi calo lungo i 6 tiri saliti il giorno prima.

Ci ritorno l'anno dopo ancora in inverno, questa volta in due cordate (con Stefano Mogavero, Danilo Grossi e i valligiani Daniele Fiorelli e Benvenuto Moré). La salita fila via liscia e per uscire passiamo per i ripidi nevai tra questo pilastro e la cresta Ovest.
Un po' goliardicamente, dedicheremo questa via alla primula rossa Totò Riina, appena catturato, non sapendo che l'anno dopo partiranno una serie di lettere ed articoli su questo "affronto" di denominare una via alpinistica ad un personaggio mafioso... Anche la RAI si interessò al problema, dedicandoci un ampio servizio sul Tg regionale.

Un articolo del Corriere della Sera.

Pizzo Badile, parete Sudovest, "Totò Riina"
Durante la prima salita, il punto massimo
che avevo raggiungo in solitaria l'anno prima
Daniele Fiorelli durante le prima salita
Un tiro del pilastro sommitale poi
ci caliamo a sinistra nei canali ghiacciati

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